Wednesday, February 01, 2006

3. IL MONDO CLASSICO 2

-Importanza dei limiti delle fonti

La musica veniva spesso citata nelle fonti scritte perché i greci avevano un'intensa attività musicale. La musica era usata in molte manifestazioni come, per esempio, le feste e i giochi agonistici. Questo è testimoniato, oltre che dalle fonti sopra citate, anche dalle numerose illustrazioni raffiguranti scene musicali, trovate soprattutto nelle decorazioni di anfore, piatti e vasi.
-I TRATTATI: I trattati della musica greca riguardavano soprattuto questioni teoriche come la suddivisione dell'ottava e la teoria degli intervalli. Pitagora (sec.VI a.C.), matematico e filosofo, è considerato come l'origine della trattatistica greca. A lui si deve l'adozione del monocordo. Il più autorevole esponente della trattatistica greca è, però, Aristosseno di Taranto (discepolo di Aristotele) autore di Elementa harmonica e Elementa rhytmica. Altri famosi trattattisti furono: Euclide, Plutarco, Tolomeo, Quintiliano e Alipio.
-LE MUSICHE: Le composizioni greche che ci sono pervenute sono circa un ventina, veramente poche! Il motivo è che la maggior parte dei canti venivano tramandati oralmente. La musica aveva caratteri di variazione improvvisate che si svolgevano sulla base di nuclei melodici (nomoi). I nomoi potevano essere per voce con accompagnamento di cetra o auolo, o solamente strumentali.
-LA NOTAZIONE: L'uso della notazione risale al IV sec. a.C.. C'erano due tipi di notazione: la notazione vocale (segni dell'alfabeto greco maiuscolo con poche varianti) e quella strumentale (segni dell'alfabeto fenicio con molte varianti).

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