Wednesday, February 15, 2006

La notazione neumatica

I canti gregoriani, le melodie sacre e profane di questo periodo ci sono state tramandate grazie alla notazione neumatica. Questa notazione fu il punto conclusivo di un processo iniziato alcuni secoli prima, quando i segni neumatici servivano come sussidio alla memoria dei cantori. Essa acquistò valore pieno di mezzo di comunicazione scritta solo all'epoca di Guido D'Arezzo, quando si impose l'uso del rigo composto da quattro linee.


-LA SCRITTURA CHIRONOMICA: E' chiamato scrittura chironomica l'insieme dei segni grafici posti sopra alla parole del testo dei canti che servivano al praecentor per ricordare il movimento della melodia.


-DAI NEUMI “IN CAMPO APERTO” ALLA NOTAZIONE DIASTEMATICA: I neumi erano segni che indicavano uno o più suoni, riferiti alla nota o alle note da cantare su una stessa sillaba. Esistevano 8 tipi di neumi. Inizialmente erano posti sopra il testo da cantare, ma poi, sopra le parole comparvero anche una o più righe aventi un preciso valore tonale precedute dalla chiave che stabiliva l'altezza delle note corrispondenti. I segni di questa notazione subirono notevoli cambiamenti nel corso dei secoli fino ad arrivare ai simboli che utilizziamo oggi.

-I NEUMI QUADRATI: Il tetragramma (o rigo di 4 linee) segnò il raggiungimento della diastemazia perfetta. Infatti, in tutti i libri corali posteriori all'XI secolo furono impiegati i neumi di forma quadrata.

2 Comments:

At 8:52 AM, Anonymous Mauro said...

In che secolo più o meno inizia ad avvenire il passaggio ad una diastemazia, seppur in fase germinale (ad esempio una riga sola)? E in quale in vece si completò il passaggio al tetragramma? E al pentagramma?

Scusa, sembra un terzo grado, ma sto preparando un esame al conservatorio e ho bisogno di chiarirmi questi 3 passaggi fondamentali...

Grazie

 
At 7:45 AM, Blogger vincenzina said...

Se vai all'istituto pontificio di musica sacra avrai tutte le risposte plausibili

 

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